
![]() |
Era veramente un assembramento molto strano quello che si formo` sulla riva dello stagno quando tutti gli animali ne furono usciti. Gli uccelli avevano le piume appiccicate alla pelle, i quadrupedi grondavano acqua, tutti erano malconci e di cattivo umore.
L'importante, per il momento, era il fatto di potersi asciugare in qualche modo. Si discusse la questione, e Alice trovo` del tutto naturale di poter conversare con quegli animali, come se li conoscesse da sempre. Ci fu una disputa abbastanza accesa fra Alice e il Marabu`, che asseriva di saperne piu` di lei, perche` era piu` vecchio. Ma siccome il Marabu` non voleva dire quanti avesse, non se ne parlo` piu`.
Per finire, il Topo, che sembrava godere il rispetto generale, decreto`:"Sedetevi e ascoltate. Al modo di asciugarvi penso io". Tutti gli si sedettero intorno, in circolo, e Alice non distolse gli occhi da lui, poiche` era sicura di buscarsi un bel raffreddore se non si fosse asciugata subito.
Dunque, dunque - incomincio` il Topo con voce tonante - siete tutti pronti? Quanto sto per dirvi e` la storia piu` asciutta che io conosca. Silenzio e state bene attenti. Dunque, gli uomini di Uri, Svitto e Unterwalden, che volevano essere liberi come gli avi e dovevano sopportare ogni sorta di umiliazioni da parte dei duchi d'Austria..."'
"Uhmmm!" esclamo` il Pappagallo rabbrividito.
"Brr!" fece il Marabu` che tremava dal freddo.
"Cosa hai detto? - chiese il Topo corrugando la fronte, ma in tono cortese - Hai detto qualcosa?
No, no... rispose il Pappagallo.
Mi pareva...Ma sentite cosa accadde. Gessler fece piantare un palo in piazza con un cappello in cima, e ordino` che tutti quelli che passavano dovevano fare un inchino. Guglielmo Tell trovo` che...
Trovo` che cosa? - chiese incuriosita l'Anatra - Io, per esempio, trovo rane e vermi. Ma Tell che cosa poteva trovare?"
Risentito per la sciocca interruzione dell'Anitra, il Topo continuo`:"Tell trovo` che era meglio passare accanto al palo facendo finta di non aver visto il cappello. Ma gli sgherri di Gessler gli furono subito addosso, lo legarono e lo portarono via. Come ti senti adesso piccina mia?" disse ad un tratto il Topo rivolgendosi ad Alice e interrompendo il suo dotto discorso.
Bagnata come prima - rispose Alice tristemente - la tua storia non mi ha asciugata per niente.
Il Marabu` prese allora la parola:"In queste condizioni domando che sia interrotta l'assemblea. Soltanto con iniziative intelligenti si puo` portare rimedio ad una situazione cosi` precaria".
Ma parla italiano! - disse l'Aquilotto - Io non so che cosa significhino le tue dotte parole. Situazione precaria...che cosa vuol dire? Forse non lo sai neppure tu!". E intanto abbassava il becco per nascondere un sorriso ironico. E anche altri uccelli si misero a sghignazzare apertamente.
Volevo dire - si corresse il Marabu` - che la miglior cosa per asciugarsi sarebbe una maratona-caucus.
E che cos'e` una maratona-caucus ?" disse Alice, non perche` volesse saperlo, ma siccome tutti gli altri tacevano, ella doveva pur dire qualcosa.
Il miglior modo per spiegare in che cosa consista una maratona-caucus e` quello di farla", rispose il Marabu`.
E detto questo comincio` a tracciare una pista circolare (almeno approssimativamente), poi dispose i concorrenti lungo la pista a loro piacere. Senza nessun "Uno, due, tre..." tutti si misero a correre intorno alla pista. Ognuno poi si fermava quando voleva, cosi` che non si poteva dire quando la maratona era finita. Dopo circa una mezz'ora di corsa disordinata, tutti gli animali erano asciutti. Allora il Marabu` ordino`:"Fine della corsa!". Ansanti i concorrenti gli si affollarono intorno per chiedergli chi fosse il vincitore.
Il Marabu` allora, si mise a pensare e per concentrarsi si toccava con l'indice la fronte. Tutti intorno aspettavano il verdetto. Finalmente l'uccello proclamo` solennemente:"Tutti sono vincitori, e a ognuno spetta un premio!".
Ma chi li da` i premi? - chiesero in coro gli animali presenti.
Naturalmente lei!" disse il Marabu` indicando Alice. E tutti circondarono Alice sbraitando:"I premi, i premi!".
Alice non sapeva come fare. Al colmo dell'imbarazzo, cavo` di tasca un cartoccio di caramelle alla frut|a che l'acqua salata non aveva guastato e le distribui` come premio. Ne tocco` proprio una per ciascun concorrente.
Ma anche Alice deve avere un premio", aggiunse il Topo.
Giusto", annui` il Marabu`. E rivolto ad Alice le chiese:"Che cosa hai d'altro in tasca?"
Soltanto un ditale", rispose Alice umilmente.
Fuori il ditale! - disse il Marabu`.
E, di nuovo, tutti si affollarono intorno ad Alice. Il Marabu`, prese dalle mani di Alice il ditale e glielo restitui` pronunciando solennemente queste parole:"Accetta benevolmente questo bel ditalino, da parte di tutti noi!". Scrosciarono gli applausi.